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Comunicato Stampa – Dalle mani la salute delle Persone: l’osteopatia

Dalle mani la salute delle persone: l’osteopatia a Bologna

(PRIMAPRESS) BOLOGNA – Nel 2013, in Italia, sono state vendute 43 milioni di confezioni di FANS, cioè di antinfiammatori non steroidei, molti dei quali per curare il mal di schiena nelle sue varie forme. Spesso, però, per questo tipo di problemi i farmaci sono inutili. Basterebbe invece sottoporsi a una visita e a una terapia osteopatica, con benefici anche per altri organi. Questa disciplina, infatti, può intervenire ed essere efficace non solo per nei classici dolori lombari, ma anche, per esempio, per alleviare le coliche e le crisi di pianto nei neonati, per aiutare gli anziani che soffrono di artrosi, per risolvere alcuni problemi che impediscono la fertilità nella donna, come per problemi al fegato. Lo spazio per gli osteopati (che sono almeno 180 solo in Emilia-Romagna) è molto, ed è molto vasta anche la potenziale platea di pazienti. E’ quanto ha spiegato il dottor Saverio Colonna, chirurgo ortopedico che da anni si dedica all’osteopatia, presidente dell’Amoi (Associazione Medici Osteopati Italiani) e che, a Bologna, ha fondato lo Spine Center, centro di cure, ricerca e formazione Osce (Osteopathic Spine Center Education), dove si formano osteopati con corsi part e full time. Assieme a lui, medici ed esperti hanno fatto ieri il punto sulla disciplina nella tavola rotonda “Dalle mani la salute delle persone: l’osteopatia a Bologna”

Cos’è l’osteopatia

L’osteopatia, ha messo in chiaro il presidente del CIO (Collegio italiano osteopati), Mauro Fornari, non è una medicina alternativa, ma una disciplina che si basa su una diagnosi e che usa le mani, grazie alla quale si possono risolvere molte problematiche, in collaborazione e non in antitesi rispetto a un medico. Può essere la soluzione nei casi in cui, dopo una serie di esami, il paziente si sente dire dal medico che non ha nulla, pur continuando a provare dolore. Basta pensare che il mal di schiena può avere tante cause, a partire da una disfunzione gastrica a quella del colon, dallo stress a una postura sbagliata, o da un occhio che vede peggio dell’altro. Insomma, non è solo una medicina della colonna vertebrale ma può essere considerata una medicina preventiva. Tanto che un analogo centro di cura, a Parma, ha siglato un’intesa con una multinazionale della food-valley che ha fruttato una diminuzione delle assenze per malattia tra i lavoratori dell’azienda stessa.

Il riconoscimento della professione

Ancora oggi, nonostante abbia compiuto 140 anni (fu fondata dal medico statunitense Andrew Taylor Still nel 1874) e diversi medici la consiglino o la pratichino, l’osteopatia fatica a essere considerata una disciplina riconosciuta e le associazioni chiedono il riconoscimento di professione sanitaria autonoma. Il Roi (Registro osteopati italiani) sta facendo pressione sul Parlamento per ottenere questo riconoscimento, ha detto Paola Sciomachen, presidente del Roi. Oggi, infatti, l’esercizio di questa attività non ha un corso universitario specifico e l’osteopatia non è materia di insegnamento nelle facoltà di medicina e chirurgia. Eppure, l’interesse verso questa disciplina tra i giovani e i futuri medici è forte.

L’interesse dei medici di oggi e di quelli futuri

A Bologna, una quindicina di studenti di medicina che si sono ribattezzati “Stay curious”, hanno organizzato due week-end per conoscere la medicina cinese e l’osteopatia, il secondo dei quali proprio allo Spine Center. Risultato? “Almeno 60 studenti hanno partecipato e hanno trovato gli incontri talmente interessanti da scrivere alla Facoltà chiedendo di avere ulteriori momenti di approfondimento all’interno del percorso di laurea”, dice Miriam Manfreda, studentessa del 6° anno. Un assist per il presidente provinciale dell’Ordine dei medici di Bologna, Giancarlo Pizza, che infatti vuole proporre l’osteopatia come corso per la formazione continua dei medici, riconoscendo crediti Ecm, e ha promesso di farsi portatore delle istanze dei professionisti nella Facoltà di Medicina. “Venite a fare lezione da noi- ha detto agli osteopati- e io proporrò alle scuole di medicina di insegnare i rudimenti della professione”. Dello stesso avviso Paolo Roberti di Sarsina, presidente dell’Associazione per le Medicina centrat a sulla persone e componente dell’Osservatorio per le medicine non convenzionali: “Redimere le facoltà è difficile, ma Bologna si può proporre come polo di formazione per gli osteopati e noi saremo al vostro fianco”.

Come riconoscere un osteopata professionista

Un paziente che vuole sperimentare una cura osteopatica, essendo sicuro di affidarsi a un professionista può cercare l’elenco degli osteopati formati, può controllare gli elenchi presenti nel sito dell’AMOI – Associazione medici osteopati italiani (www.amoi.it) o in quelli del ROI – Registro  Osteopati d’Italia (www.registro-osteopati-italia.com). (PRIMAPRESS)

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