Invecchiare bene: la funzione come indicatore di salute

Coppia di persone anziane passeggia all’aperto, immagine dedicata all’invecchiare in salute e al mantenimento della funzione e dell’autonomia

Un nuovo modo di intendere la salute nell’invecchiamento
A cura di Saverio Colonna (Ortopedico, dir. Spine Center, Scuola di Osteopatia OSCE - Bologna)

Che cosa significa davvero invecchiare in salute?
Oggi la risposta non coincide più semplicemente con l'assenza di malattia. Per molti anni, infatti, la medicina ha identificato la salute con la sola assenza di patologie. Grazie all'aumento dell'aspettativa di vita e alla crescente diffusione delle malattie croniche, questa visione si è dimostrata insufficiente, soprattutto quando si parla di invecchiamento. Una persona anziana può convivere con diverse malattie croniche e mantenere una buona qualità di vita, così come un'altra può presentare poche patologie ma perdere progressivamente autonomia e indipendenza.

Per questo motivo, negli ultimi anni l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha proposto un nuovo modello di salute per la popolazione anziana, definito Healthy Ageing (invecchiamento in salute). Secondo il World Report on Ageing and Health, l'Healthy Ageing è "il processo di sviluppo e mantenimento della capacità funzionale che consente il benessere in età avanzata" (Beard et al., 2016). L'obiettivo, quindi, non è semplicemente vivere più a lungo, ma conservare il più possibile la capacità di essere e di fare ciò che ogni persona ritiene importante nel corso della propria vita.

Oggi invecchiare in salute non significa soltanto vivere più a lungo,
ma mantenere la capacità di fare ciò che è importante per la propria vita.

Capacità intrinseca e capacità funzionale: i due pilastri dell'Healthy Ageing
Alla base di questo modello vi è il concetto di capacità intrinseca (intrinsic capacity), definita dall'OMS come l'insieme delle capacità fisiche e mentali di cui una persona dispone in un determinato momento della vita (Beard et al., 2016). Successivamente, questo costrutto è stato approfondito da Cesari e collaboratori, che hanno identificato cinque domini principali della capacità intrinseca: locomozione, cognizione, vitalità, funzione psicologica e funzione sensoriale (Cesari et al., 2018). Queste componenti interagiscono continuamente tra loro e determinano la riserva funzionale dell'individuo.
La capacità intrinseca non è immutabile. Con l'avanzare dell'età tende fisiologicamente a ridursi, ma la velocità con cui questo processo avviene dipende da numerosi fattori, tra cui lo stile di vita, l'attività fisica, l'alimentazione, la presenza di patologie croniche e la qualità delle cure ricevute. Numerosi studi longitudinali hanno dimostrato che una riduzione della capacità intrinseca è associata a un aumento del rischio di fragilità, disabilità, ospedalizzazione e mortalità (Beard et al., 2019).

L'OMS distingue inoltre la capacità intrinseca dalla capacità funzionale (functional ability). La prima rappresenta il patrimonio biologico e funzionale della persona, mentre la seconda descrive ciò che l'individuo riesce concretamente a fare nella vita quotidiana grazie all'interazione tra le proprie capacità e l'ambiente in cui vive (Beard et al., 2016). In altre parole, due persone con una simile capacità intrinseca possono presentare livelli molto diversi di autonomia in funzione dell'ambiente domestico, del supporto familiare, delle barriere architettoniche e delle opportunità di mantenersi fisicamente attive.

Due persone con le stesse condizioni cliniche
possono avere livelli di autonomia molto diversi.

Preservare la funzione per sostenere autonomia e qualità di vita
Questa prospettiva modifica profondamente anche il modo di intendere la prevenzione. L’obiettivo non è soltanto prevenire o trattare una singola malattia, ma mantenere il più a lungo possibile la funzione. Conservare la capacità di camminare, alzarsi da una sedia, salire le scale, respirare efficacemente, mantenere l’equilibrio, svolgere le attività quotidiane e partecipare alla vita sociale significa sostenere salute, autonomia e qualità della vita, anche in presenza di patologie croniche (WHO, 2019).

In questo contesto, interventi conservativi come l’esercizio terapeutico e, quando indicato, il trattamento osteopatico possono rappresentare strumenti utili per sostenere la funzione della persona anziana. Più che concentrarsi esclusivamente sul sintomo o sulla singola diagnosi, questi approcci possono contribuire a favorire il movimento, l’autonomia e la partecipazione attiva, all’interno di un percorso clinico appropriato e personalizzato.

Preservare la funzione significa quindi aiutare la persona a continuare a fare ciò che considera importante nella propria vita. Da questa prospettiva cambia anche il modo di valutare l'utilità delle cure: non conta soltanto intervenire sulla malattia, ma comprendere se ogni trattamento contribuisca realmente al mantenimento dell'autonomia e della qualità di vita.

L'obiettivo delle cure non è soltanto trattare la malattia,
ma aiutare la persona a mantenere la propria autonomia.

In fondo, invecchiare in salute non significa semplicemente vivere più a lungo, ma conservare il più possibile la capacità di essere e di fare ciò che ogni persona ritiene importante nel corso della propria vita.

BIBLIOGRAFIA

  • Beard JR, Jotheeswaran AT, Cesari M, et al. The structure and predictive value of intrinsic capacity in a longitudinal study of ageing. BMJ Open. 2019;9:e026119.
  • Beard JR, Officer A, de Carvalho IA, et al. The World report on ageing and health: a policy framework for healthy ageing. Lancet. 2016;387:2145-2154.
  • Cesari M, Araujo de Carvalho I, Amuthavalli Thiyagarajan J, et al. Evidence for the Domains Supporting the Construct of Intrinsic Capacity. J Gerontol A Biol Sci Med Sci. 2018;73(12):1653-1660.
  • World Health Organization. Integrated care for older people (ICOPE): guidance for person-centred assessment and pathways in primary care. Geneva: WHO; 2019.
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