Malattie reumatologiche e osteoporosi: diagnosi precoce e prevenzione per la salute articolare

Giornata Mondiale del Malato Reumatico – 12 ottobre
In occasione della Giornata Mondiale del Malato Reumatico, promossa in Italia da ANMAR OdV (Associazione Nazionale Malati Reumatici), che nel 2025 celebra i suoi 40 anni di attività, Spine Center sottolinea l’importanza di una maggiore consapevolezza su patologie che rappresentano una delle principali cause di disabilità in Europa.
Le malattie reumatologiche: se non le conosci, non le curi
Le malattie reumatologiche sono un gruppo eterogeneo di patologie croniche, infiammatorie che coinvolgono articolazioni, tendini, legamenti, muscoli e ossa, e anche molteplici organi interni.
Rappresentano la prima causa di disabilità nella popolazione europea, colpendo oltre 120 milioni di persone nel continente e più di 5 milioni in Italia.
Il costo sociale e sanitario complessivo è stimato in circa 240 miliardi di euro all’anno. Le donne in età fertile e lavorativa risultano essere la fascia di popolazione più colpita.
Ritardi diagnostici e impatto clinico
Nonostante i progressi raggiunti, sia in ambito clinico che di ricerca, in Italia per alcune malattie reumatologiche si registrano ancora ritardi diagnostici significativi.
Le artropatie infiammatorie, tra cui artrite reumatoide e spondilite anchilosante, sono le forme più gravi e invalidanti:
- l’artrite reumatoide viene spesso diagnosticata con 1–2 anni di ritardo dall’esordio dei sintomi;
- per la spondilite anchilosante, la diagnosi può tardare fino a 5 anni.
Tali ritardi compromettono l’efficacia dei trattamenti e possono determinare danni articolari irreversibili e perdita di funzionalità motoria.
Tipologie di malattie reumatologiche
Attualmente sono note oltre 200 forme di malattie reumatologiche
Le principali includono:
- Artrite reumatoide
- Lupus eritematoso sistemico
- Sclerodermia
- Spondiloartriti
- Polimiosite e dermatomiosite
- Sindrome di Sjögren
Queste patologie vengono classificate in due grandi gruppi:
- Malattie del tessuto connettivo (connettiviti)
- Malattie infiammatorie articolari croniche (artriti)
Possono colpire a qualsiasi età, anche in età pediatrica e alcune di queste sono più frequenti nel sesso femminile.
L’osteoporosi: una “ladra silenziosa” da non sottovalutare
Altra patologia che annovera un ritardo diagnostico è l’osteoporosi (OP).
Si tratta di una condizione caratterizzata da una riduzione della densità e della resistenza ossea, con conseguente aumento del rischio di fratture.
In Italia, si stima che siano oltre 5 milioni le persone affette, in prevalenza donne, ma non solo.
A livello mondiale, ogni 3 secondi si verifica una frattura osteoporotica (di femore, polso o vertebra).
Il progressivo invecchiamento della popolazione fa prevedere un ulteriore aumento dell’incidenza, con impatti importanti sulla salute pubblica e sui costi del sistema sanitario.
Prevenzione e diagnosi precoce dell’osteoporosi
L’osteoporosi è spesso asintomatica, motivo per cui viene definita la “ladra silenziosa dell’osso”.
Sottovalutata e spesso non riconosciuta, può evolvere fino a compromettere in modo significativo la qualità e la durata della vita, specialmente nei casi di fratture vertebrali e femorali.
Fattori di rischio da monitorare
- Età avanzata e menopausa precoce
- Familiarità per osteoporosi e/o fratture di femore
- Terapie croniche con farmaci osteopenizzanti (cortisonici, anticoagulanti, ormoni tiroidei, inibitori dell’aromatasi)
- Stili di vita sedentari, fumo e alimentazione povera di calcio e vitamina D
Diagnosi e strumenti di valutazione
La diagnosi si basa su:
- Anamnesi accurata e valutazione clinica
- Densitometria ossea (MOC) con metodica DXA a livello del femore prossimale e del rachide lombare
- Tecnologia REMS (Radiofrequency Echographic Multi Spectrometry), innovativa metodica ecografica per la valutazione della densità ossea
- Esami di laboratorio per indagare metabolismo osseo e turnover
Complicanze e gestione clinica
La frattura vertebrale rappresenta la complicanza più frequente dell’osteoporosi e costituisce il primo evento del cosiddetto “effetto domino”, con un rischio cinque volte maggiore di nuove fratture vertebrali o in altre sedi (omero, polso, femore) entro un anno dalla prima frattura.
Le fratture di femore hanno esiti altamente invalidanti e richiedono un trattamento farmacologico e riabilitativo integrato, oltre al solo intervento chirurgico.
Strategie di prevenzione e trattamento
Contrastare l’osteoporosi e le malattie reumatologiche significa agire su più livelli:
- Prevenzione primaria: promuovere stili di vita salutari, attività fisica regolare, alimentazione equilibrata e astensione dal fumo.
- Diagnosi precoce: individuare tempestivamente i soggetti a rischio mediante valutazione clinica -reumatologica e se necessario densitometrica.
- Terapia farmacologica mirata: modulata sul profilo clinico del paziente e supportata da monitoraggio periodico.
- Educazione sanitaria: informare la popolazione, in particolare le donne in menopausa, sull’importanza della prevenzione e della continuità terapeutica.
Conclusioni
Le malattie reumatologiche e l’osteoporosi rappresentano un problema sanitario e sociale di grande impatto.
Promuovere la ricerca clinica, la diagnosi precoce e la collaborazione multidisciplinare tra professionisti: reumatologi, nutrizionisti, fisiatri, fisioterapisti, ortopedici, radiologici, geriatri è essenziale per migliorare la qualità di vita dei pazienti e ridurre la disabilità correlata.




