Perché l’analogia con il ponte a cavi può aiutarci a capire l’eziopatogenesi e la prognosi delle “Lesioni Muscolari”?

 A cura di Saverio Colonna (Ortopedico, dir. Spine Center, Scuola di Osteopatia OSCE - Bologna)

La “lesione muscolare” è una patologia che affligge l’atleta, soprattutto, di quelle discipline che comportano la corsa veloce.
Per anni ci siamo concentrati su questo tipo di lesione focalizzando l’attenzione sull’unità funzionale del muscolo che produce tensione, cioè la miocellula (miofibra), ma il coinvolgimento della matrice extra cellulare (ECM) potrebbe avere un ruolo più rilevante di quanto tradizionalmente ipotizzato. Da qualche decennio, difatti, l’attenzione dei ricercatori si è spostata sulla componente connettivale del muscolo adibita a trasportare la tensione prodotta dalla miofibra all’osso o ad altre strutture coinvolte nella locomozione.
Articolo colonna figura 1

Questo sistema di trasmissioni assume una forma gerarchica, cioè la tensione prodotta dalle migliaia a volte fino a milioni, in base al tipo di muscolo, di miofibre viene man mano concentrata su una struttura, rappresentata di solito dal tendine altre volte da strutture simil tendine.

Dalla componente endomisiale, cioè la struttura connettivale che avvolge e trasmette la tensione prodotta dalle innumerevoli miofibrille intracellulare (catene di sarcomeri) alle vicine miofibre e pacchetti di microtubi endomisiali avvolti da microtubi più grandi definiti perimisiali che a loro volta vengono raggruppati dall’episio che avvolge l’intero muscolo e trasporta la tensione alle aponeurosi che a loro volta trasportano al tendine intramuscolare che a sua volta con un tendine libero si può connettere ad altri tendini liberi, derivanti da muscoli sinergici, nella formazione del tendine extra muscolare che si inserisce all’osso o ad altre strutture connettivali che permettono di saltare l’articolazione.


Dati riportati da Gudelis et al 2024

Nelle lesioni che avvengono all’interno del muscolo spesso la parte più interessata è quella schematizzata in tabella.  Diventa abbastanza comprensibile che più la lesione coinvolge il livello alto e maggiore sarà la gravità, che direttamente si trasforma in maggiore assenza dai campi di gioco (Return To Play).

Volendo utilizzare come analogia un ponte a cavi, ad esempio come quello di Brooklyn, strutture costituite di cavi primari, secondari e terziari, ecc, l’interessamento di una cavo primario o secondario determinerà un danno maggiore rispetto a strutture terziare o ancora più sottili (fig. in basso) .

art. Colonna Cavi primari e secondari

 Il muscolo presenta una componente attiva che il ponte non ha, ma se prendiamo in considerazione solo la componente passiva connettivale del muscolo che trasferisce la tensione meccanica la similitudine risulta essere molto più calzante.

I dati riportati da un recente articolo (Gudelis et al. 2024) mettono in evidenza che nei muscoli posteriori della coscia (ischiocruali) il tempo perso in giorni è, in base al tipo di muscolo e la struttura coinvolta,  maggiore quando è interessato il tendine e minore quando è interessata la miofascia.
Ora l’analogia del ponte ci permette di comprendere non solo perché la gravità della lesione dipende dal tipo di struttura interessata ma anche quale può essere l’eziopatogensi.
articolo colonna cavi 2

 Come si può notare nel disegno schematico riportato qui in alto, sono presenti per ogni carreggiata due sistema di cavi (A’, B’ e C’, D’) con più parabole (A’-A”; B’-B”; C’-C”; D’-D”).

Se analizziamo cosa potrebbe fare fallire la capacità di sospensione della carreggiata per un sovraccarico sui cavi potremmo dire che le possibilità potrebbe essere fondamentalmente due:

  • Dei due cavi principali, che sorreggono ogni carreggiata (A’-B’ e C’-D’), uno potrebbe essere con una ridotta tensione, ciò comporta un sovraccarico sull’altro tirante in eccesso relativo (A’ < B’ sovraccarico di B’);

art. colonna ponte

  • Se una parabola ha una maggiore tensione ( A’ > A”) la campata collegata potrebbe essere in eccesso di tensione rispetto alla collaterale (A” > B”, sovraccarico A”) .
art colonna digastrico mediale ecografia
Per fare un riferimento più inerente ai muscoli che vanno incontro a lesione possiamo prendere come esempio il tricipite surale. Il punto più critico è la congiunzione tra il digastrico mediale e il soleo (Tennis Leg). In questa area la tensione portata dall’epimisio – tendile libero del digastrico mediale si unisce a quella portata dall’epimisio del soleo. Il sovraccarico del sistema connettivale del digastrico mediale potrebbe essere dovuto ad una ridotta  partecipazione tensionale, in senso di intensità o temporale, del soleo rispetto al digastrico mediale; oppure una ridotta tensione portata dal digastrico laterale rispetto al mediale.

Per la seconda ipotesi, bisogna rifarsi al modello di lavoro di funzionamento del corpo in catene miofasciali (Godelieve Denys- Struyf 1978; Busquet 1994; Stecco 1996; Myers 2001; Colonna 2006) .


schema della coppia di vettori di forza sinergici a sinistra nel piano sagittale tra digastrici e soleo a destra nel piano coronale tra digastrico mediale e laterale

In questo modello i muscoli non lavorano singolarmente ma in concatenazione, con la connessione realizzata dal sistema connettivale  che trasmette o assorbe la tensione da un muscolo a l’altro in disposizione longitudinale (Krause et al. 2016). L’esempio di questa continuità fasciale è tra il semitendinoso e il  digastrico mediale, come evidenziata in alcuni studi anatomici (Tuncay et al. 2007; Stecco 2014; Elbarranet al. 2018 ). Questa commessione entra a fare parte di una continuità miofasciale funzionale che connette il tricipite al muscolo  erettore omolaterale, passando attraverso la fascia toraco - lombare (Chen et al. 2022).  

Questi collegamenti funzionali suggeriscono di allargare le indagini per la ricerca delle cause eziopatogenitiche delle lesioni muscolari a squilibri tensionali dei sistemi miofasciali a monte e a valle dell’area lesionata.

 

Bibliografia

-Busquet L: Le catene muscolari. Tronco e colonna cervicale. Vol I Marrapese Editore, Roma 1994.
-Chen B, Cui S, Xu M, Zhang Z, Liu C. Effects of Isometric Plantar-Flexion on the Lower Limb Muscle and Lumbar Tissue Stiffness. Front Bioeng Biotechnol. 2022 Feb 11;9:810250. doi: 10.3389/fbioe.2021.810250.
-Colonna S: Le Catene Miofasciali in Medicina Manuale. Il Rachide. Edizioni Martina, Bologna 2006
-Elbarrany WGA, Alasnari WA, Altaf  FM. Morphometric Analysis and Blood Supply of Gracilis and Semitendinosus Tendons; Their Clinical Importance in Anterior Cruciate Ligament Reconstruction. P J M H S  2018 Vol. 12; 1 450-55
-Godelieve Denys- Struyf : Les chaînes musculaires et articulaires 1ère édition en par la SBO&RTM, Société Belge d’Ostéopathie et de Recherche en Therapie Manuelle, Maloine 1978
-Gudelis M, Pruna R, Trujillano J, Lundblad M, Khodaee M. Epidemiology of hamstring injuries in 538 cases from an FC Barcelona multi sports club. Phys Sportsmed. 2024 Feb;52(1):57-64. doi: 10.1080/00913847.2023.2170684.
-Krause F., Wilke J., Vogt L., Banzer W. Intermuscular force transmission along myofascial chains: a systematic review. J. Anat. 2016; 228 910–918. 10.1111/joa.12464 
-Myers TW: Anatomy trains. Churchill Livingstone, Edimburg 2001
-Stecco L: La manipolazione neuroconnettivale. Editore Marrapese, Roma, 1996
-Stecco C. Functional Atlas of the Human Fascial System. 1st ed. Edinburgh: Churchill Livingstone Elsevier; 2014.
-Tuncay I, Kucuker H, Uzun I, Karalezli N. The fascial band from semitendinosus to gastrocnemius: the critical point of hamstring harvesting: an anatomical study of 23 cadavers. Acta Orthop. 2007 Jun;78(3):361-3. doi: 10.1080/17453670710013933.
-Wilke J, Debelle H, Tenberg S, Dilley A, Maganaris C. Ankle Motion Is Associated With Soft Tissue Displacement in the Dorsal Thigh: An in vivo Investigation Suggesting Myofascial Force Transmission Across the Knee Joint. Front Physiol. 2020 Mar 6;11:180. doi: 10.3389/fphys

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