Scarpe aperte in estate: come scegliere il modello più adatto ai tuoi piedi
Scarpe aperte in estate: come scegliere il modello più adatto ai tuoi piedi
a cura di Filippo Favaron, Podologo Spine Center
In estate anche i piedi cambiano abitudini
Con l'arrivo dell'estate cambiano anche le nostre abitudini.
Le scarpe chiuse lasciano spazio a sandali, infradito, ciabatte e zoccoli, scelti per affrontare il caldo con maggiore leggerezza.
Spesso ci lasciamo guidare dall'estetica, dalla praticità o dalla sensazione di freschezza. Più raramente ci chiediamo se quella scarpa sia davvero adatta alle esigenze dei nostri piedi.
Eppure, una scarpa aperta non è soltanto un accessorio estivo: può influenzare il modo in cui il piede appoggia a terra, accompagna il movimento e distribuisce il peso del corpo durante la camminata.
Questo non significa che esistano scarpe "giuste" e scarpe "sbagliate".
Ogni piede ha caratteristiche proprie, così come ogni persona ha abitudini ed esigenze diverse.
Più che cercare il modello perfetto, vale la pena imparare a riconoscere le caratteristiche che possono rendere una scarpa davvero confortevole.
Non chiediamoci "quale scarpa?", ma "come è fatta?"
Una domanda molto frequente nello studio del podologo è: "Sono meglio i sandali o le infradito?"
La risposta, nella maggior parte dei casi, è un'altra domanda.
Come è costruita quella scarpa?
Due sandali possono offrire un comfort completamente diverso. Lo stesso vale per due paia di infradito o di zoccoli.
Quando si sceglie una scarpa aperta è utile osservare alcuni elementi che incidono sul modo in cui il piede lavora durante la camminata:
- il sostegno del piede;
- la stabilità della suola;
- la qualità del plantare;
- i materiali;
- la possibilità di regolare la calzata.
In altre parole, non è tanto il modello a fare la differenza, quanto il modo in cui quella scarpa si adatta al piede e all'utilizzo che se ne farà.
Una buona scarpa accompagna il passo, non costringe il piede a lavorare di più
Il piede è una struttura complessa, composta da ossa, articolazioni, muscoli e legamenti che collaborano per adattarsi continuamente al terreno.
Una scarpa dovrebbe accompagnare questo movimento, non ostacolarlo né costringere il piede a compensare.
Quando una calzatura è poco stabile, troppo larga o non mantiene bene il piede in posizione, alcuni muscoli e tendini possono essere chiamati a lavorare più del necessario. È il caso, ad esempio, delle dita che tendono a contrarsi per trattenere una scarpa che rischia di sfilarsi durante il passo.
Si tratta di piccoli adattamenti che spesso passano inosservati, ma che durante molte ore di utilizzo possono contribuire ad aumentare la sensazione di affaticamento.
Il sostegno del tallone è spesso un alleato
Tra gli elementi più importanti c'è il modo in cui la scarpa rimane fissata al piede.
I modelli dotati di cinturino regolabile dietro al tallone o comunque capaci di mantenere il piede ben stabile richiedono generalmente un minore lavoro muscolare durante la camminata.
Questo non significa che una scarpa completamente aperta sia da evitare. Significa semplicemente che, se viene utilizzata per molte ore consecutive o per percorrere lunghe distanze, potrebbe richiedere al piede uno sforzo maggiore rispetto a una calzatura che offre un sostegno più stabile.
La suola: non troppo rigida, non troppo morbida
Quando si prova una scarpa nuova è facile lasciarsi guidare dalla sensazione di morbidezza. In realtà una suola molto soffice non è sempre sinonimo di maggiore comfort. Una suola eccessivamente morbida può offrire poca stabilità, mentre una molto rigida può limitare il naturale movimento del piede.
L'obiettivo è trovare un equilibrio tra sostegno, flessibilità e capacità di assorbire gli impatti.
Per chi trascorre molte ore in piedi o cammina frequentemente su superfici dure, una buona capacità di ammortizzazione può contribuire a ridurre l'affaticamento della pianta del piede.
Anche il plantare ha un ruolo importante
Il plantare è la parte della scarpa che accompagna il piede per tutta la giornata.
Quando distribuisce in modo uniforme le pressioni e segue la forma naturale del piede può aumentare la sensazione di comfort. Non è necessario che sia molto rigido o particolarmente sagomato.
Nella maggior parte dei casi è sufficiente che sostenga il piede senza creare punti di pressione.
Chi utilizza un plantare personalizzato dovrebbe verificare che la scarpa abbia spazio sufficiente per accoglierlo senza comprimere il piede.
I materiali possono fare la differenza nelle giornate più calde
Durante l'estate aumenta la sudorazione e il piede rimane più a lungo a contatto con il plantare della scarpa. Materiali traspiranti e rivestimenti che favoriscono la dispersione dell'umidità contribuiscono a migliorare il comfort e a limitare la sensazione di calore.
Anche la qualità dei materiali può fare la differenza: superfici troppo rigide o poco traspiranti possono favorire sfregamenti, mentre materiali più morbidi e ben rifiniti risultano spesso più piacevoli da indossare, soprattutto per molte ore.
Sandali, infradito e zoccoli: ognuno ha il suo utilizzo
Più che stabilire quale sia il modello migliore, è utile chiedersi in quale situazione verrà utilizzato.
I sandali con cinturini regolabili rappresentano spesso una scelta versatile perché permettono di adattare la calzata e mantenere il piede più stabile durante la camminata.
Le infradito sono pratiche e leggere. Sono ideali in spiaggia, in piscina o per brevi spostamenti. Se invece vengono indossate per molte ore consecutive o durante lunghe passeggiate, possono offrire un sostegno inferiore rispetto ad altri modelli e richiedere un maggiore lavoro al piede.
Anche gli zoccoli si sono evoluti nel tempo. Molti modelli moderni sono progettati per offrire una buona ammortizzazione e un comfort elevato. È comunque importante che il piede non scivoli all'interno della scarpa e che il movimento risulti naturale durante il passo.
Non esiste quindi una risposta valida per tutti.
La scelta migliore dipende dalle caratteristiche del piede, dall'attività che si svolge e dal tempo per cui la scarpa verrà indossata.
Come capire se una scarpa è davvero quella giusta
Prima di acquistare una scarpa aperta può essere utile fare una semplice prova.
Quando provi una scarpa, non limitarti a fare pochi passi davanti allo specchio. Se possibile, cammina qualche minuto e chiediti:
- il piede rimane stabile oppure tende a scivolare?
- le dita sono rilassate oppure si contraggono per trattenere la scarpa?
- il tallone rimane ben in posizione?
- senti punti di pressione o sfregamento?
- la scarpa continua a essere confortevole anche dopo alcuni minuti?
Il comfort iniziale è importante, ma è altrettanto importante il modo in cui la scarpa si comporta durante il movimento.
Ogni piede racconta una storia diversa
La forma del piede, il tipo di appoggio, il lavoro svolto, il tempo trascorso in piedi e l'eventuale presenza di alluce valgo, dita a martello o altre condizioni possono rendere una stessa scarpa molto comoda per una persona e poco adatta per un'altra.
Scegliere una scarpa aperta non significa rinunciare al comfort o seguire regole rigide. Significa trovare una calzatura adatta alle proprie esigenze, al proprio stile di vita e alle caratteristiche del proprio piede.
Quando un fastidio tende a ripresentarsi o diventa difficile trovare scarpe davvero confortevoli, una valutazione podologica può aiutare a comprendere quali caratteristiche ricercare nella scelta della calzatura, con l'obiettivo di camminare in modo più naturale e confortevole.
FAQ- SCARPE APERTE IN ESTATE
Le infradito fanno male ai piedi?
No. Possono essere una scelta pratica per un utilizzo occasionale, come al mare o in piscina. Per lunghe camminate o per un uso quotidiano prolungato può essere preferibile alternarle a modelli che offrono maggiore stabilità.
Il cinturino dietro al tallone è davvero utile?
Nella maggior parte dei casi sì. Aiuta a mantenere il piede più stabile durante il passo e riduce la necessità di trattenere continuamente la scarpa con le dita.
Una scarpa molto morbida è sempre la più comoda?
Non necessariamente. Il comfort dipende dall'equilibrio tra ammortizzazione, stabilità e capacità della scarpa di accompagnare il movimento naturale del piede.
Quando è utile una valutazione podologica?
Se compaiono frequentemente calli, duroni, dolore, sfregamenti o difficoltà a trovare scarpe comode, una valutazione può aiutare a comprendere quali caratteristiche siano più adatte al proprio piede.
Le ciabatte sono adatte per camminare a lungo?
Dipende dal modello. Le ciabatte possono essere pratiche per brevi spostamenti o in ambienti come piscina e spiaggia, ma se vengono utilizzate per molte ore consecutive è preferibile scegliere modelli che offrano un buon sostegno e mantengano il piede stabile durante il passo.




