Scoliosi nei bambini e negli adolescenti: come riconoscerla, valutarla e monitorarla durante la crescita

Fisioterapista osserva e valuta la schiena di una ragazza durante una visita per scoliosi in un ambulatorio luminoso. La giovane è seduta su un lettino mentre la professionista esamina l'allineamento del tronco. Sullo sfondo sono visibili un modello anatomico della colonna vertebrale e un ambiente clinico ordinato e accogliente.

Scoliosi nei bambini e negli adolescenti:
come riconoscerla, valutarla e monitorarla durante la crescita

Articolo a cura del dott. Fabio Casacci - Fisiatra, Giulia Cervi e Micaela Pluchino – Fisioterapiste specializzate nel trattamento conservativo di scoliosi e ipercifosi

La scoliosi è una delle alterazioni della colonna vertebrale più frequentemente osservate durante l'età evolutiva
Quando si parla di scoliosi, spesso l'attenzione si concentra sulla curva della colonna vertebrale, sui gradi riportati nella radiografia o sui possibili trattamenti.
Nella pratica clinica, però, ciò che conta davvero è comprendere come quella curva possa comportarsi durante la crescita.
Due ragazzi con una scoliosi apparentemente simile possono infatti seguire percorsi molto diversi.
Età, sviluppo puberale, maturazione scheletrica e caratteristiche della curva aiutano a comprendere il rischio di evoluzione e a definire il percorso più appropriato.
Comprendere come si arriva a una diagnosi di scoliosi significa anche comprendere il ruolo delle diverse figure che accompagnano il ragazzo nel tempo: genitori, pediatra, fisiatra, ortopedico e fisioterapista.

Che cos'è la scoliosi?
La scoliosi è una deformità tridimensionale della colonna vertebrale che compare prevalentemente durante l'età evolutiva e che può modificarsi nel corso della crescita. Non riguarda soltanto una deviazione laterale della colonna, ma coinvolge anche la rotazione delle vertebre e l'equilibrio complessivo del tronco.
A differenza di quanto si pensi comunemente, non si tratta semplicemente di una schiena "storta" o di una cattiva postura. È una condizione più complessa che interessa la forma della colonna vertebrale e l'assetto complessivo del tronco.
Nella maggior parte dei casi si parla di scoliosi idiopatica, una forma per la quale non è possibile individuare una causa precisa.
Esistono anche forme meno frequenti associate a condizioni congenite, neurologiche o muscolari, che richiedono percorsi diagnostici specifici.
Nella pratica clinica dell'età evolutiva, tuttavia, la scoliosi idiopatica rappresenta la forma più comune.

Una delle domande più frequenti dei genitori riguarda l'evoluzione della scoliosi.
Non tutte le curve si comportano allo stesso modo e non tutte richiedono gli stessi interventi.
Alcune rimangono sostanzialmente stabili nel tempo, altre possono modificarsi durante la crescita e richiedere controlli più ravvicinati.
Per questo motivo la valutazione non si limita a descrivere la situazione presente, ma cerca di stimare il rischio di evoluzione considerando età, maturazione scheletrica, crescita residua e caratteristiche della curva.

La diagnosi è un percorso, non un singolo esame
Quando si parla di scoliosi si tende spesso a pensare alla radiografia come al momento in cui viene formulata la diagnosi.
In realtà il percorso inizia molto prima. 
Spesso il primo segnale viene notato dai genitori.  Altre volte emerge durante una visita pediatrica.
I genotiri e i pediatri sono figure che osservano il bambino o l'adolescente durante la crescita e che possono intercettare precocemente cambiamenti meritevoli di approfondimento.
Quando emerge un sospetto diagnostico intervengono fisiatra e ortopedico che, attraverso la visita clinica e l'osservazione delle asimmetrie del tronco, raccolgono gli elementi necessari per orientare la valutazione.

Durante la visita viene spesso utilizzato il Test di Adams, un semplice esame clinico che consiste nell'osservare il ragazzo mentre si piega lentamente in avanti. In questa posizione alcune asimmetrie possono diventare più evidenti e consentire allo specialista di valutare la presenza di un eventuale gibbo, cioè una maggiore prominenza di un lato del tronco dovuta alla rotazione delle vertebre.   Il test non consente da solo di formulare una diagnosi, ma rappresenta uno degli strumenti più utilizzati nella valutazione iniziale.

La radiografia rappresenta uno strumento importante, ma non costituisce il punto di partenza della diagnosi. Viene richiesta quando il quadro clinico lo rende necessario e aiuta a completare le informazioni raccolte durante la visita specialistica.

In alcuni casi possono essere utilizzati anche strumenti di valutazione non invasivi per osservare la postura e la forma del tronco nel tempo. Presso Spine Center Bologna, ad esempio, la spinometria consente di rilevare e monitorare alcune caratteristiche della superficie del dorso senza utilizzare radiazioni ionizzanti. Le informazioni ottenute non sostituiscono la visita specialistica né gli eventuali esami radiografici quando indicati, ma possono rappresentare un supporto utile nel percorso di osservazione e follow-up.

Più che una sequenza di visite, la gestione della scoliosi può essere considerata un lavoro di squadra che coinvolge famiglia, pediatra, fisiatra, ortopedico e fisioterapista.

Il ruolo del pediatra e dei genitori
Il pediatra
rappresenta spesso la prima figura sanitaria che accompagna il bambino durante la crescita. Attraverso i controlli periodici può osservare nel tempo lo sviluppo corporeo e intercettare eventuali cambiamenti che meritano attenzione e approfondimento.
Nel caso della scoliosi questo aspetto assume un valore particolare. Nelle fasi iniziali, infatti, la scoliosi raramente provoca dolore o limita le normali attività quotidiane. Può quindi accadere che alcuni cambiamenti vengano colti soltanto grazie all'osservazione nel tempo.

Anche i genitori svolgono un ruolo importante.
Spesso il sospetto nasce durante momenti molto semplici della vita quotidiana: una giornata al mare, una foto in costume, un ragazzo che si piega per allacciarsi le scarpe o che si cambia dopo l'attività sportiva. Tra gli aspetti che più frequentemente attirano l'attenzione vi sono una spalla più alta dell'altra, una scapola più prominente, una diversa altezza dei fianchi o un'asimmetria del torace.
La presenza di questi elementi non equivale automaticamente a una diagnosi di scoliosi, ma rappresenta un motivo valido per confrontarsi con il pediatra o richiedere una valutazione specialistica.

Perché la pubertà è una fase così importante
Il periodo dello sviluppo puberale rappresenta una delle fasi più importanti nel monitoraggio della scoliosi.  Durante questi anni il corpo può crescere rapidamente e anche la colonna vertebrale può modificarsi con maggiore velocità.
Non è la pubertà a causare la scoliosi. Tuttavia, quando una curva è presente, lo scatto di crescita può influenzarne l'evoluzione e rendere necessari controlli più ravvicinati. Per questo motivo informazioni come età, maturazione scheletrica e fase della crescita assumono un ruolo centrale nella valutazione specialistica.
Questo aspetto riguarda sia i ragazzi sia le ragazze, anche se le forme che tendono a evolvere vengono osservate più frequentemente nel sesso femminile.

Durante l'adolescenza entra inoltre in gioco il rapporto con il proprio corpo.
Alcune asimmetrie possono essere notate più tardi perché i ragazzi diventano spesso più riservati rispetto alla propria immagine e alla propria intimità.

Come si arriva alla diagnosi?
Quando emerge il sospetto di una scoliosi, il passo successivo è rappresentato dalla valutazione specialistica.  La visita non si limita all'osservazione della schiena, ma raccoglie una serie di informazioni che aiutano a comprendere il quadro clinico del ragazzo nel suo insieme.
Lo specialista valuta diversi aspetti, tra cui l'età, la fase della crescita, la presenza di eventuali casi di scoliosi in famiglia e le precedenti valutazioni effettuate.
La presenza di altri casi di scoliosi in famiglia rappresenta un'informazione utile nella raccolta della storia clinica. Per questo motivo viene spesso indagata non solo la presenza di scoliosi nei genitori, ma anche in fratelli, sorelle, nonni, zii o altri familiari.
L'obiettivo non è semplicemente confermare la presenza di una curva, ma comprendere il significato che quella scoliosi può avere in quel preciso momento della crescita.

Dalla diagnosi al trattamento
Una volta formulata la diagnosi, il percorso viene definito in base a diversi elementi.
Età del ragazzo, entità della curva, maturazione scheletrica, crescita residua e rischio di progressione guidano le decisioni terapeutiche.
Il trattamento non viene costruito sulla sola radiografia, ma sull'insieme delle informazioni raccolte durante il percorso diagnostico.
In alcuni casi possono essere sufficienti controlli periodici e programmi di esercizio specifico. Quando il rischio di peggioramento aumenta, il percorso può prevedere un trattamento fisioterapico dedicato e, nei casi indicati dagli specialisti, l'utilizzo del corsetto.
Nelle forme più severe può essere necessario un approfondimento chirurgico presso centri di riferimento dedicati.

La fisioterapia rappresenta uno degli strumenti utilizzati nella gestione della scoliosi durante l'età evolutiva.
Presso Spine Center Bologna il trattamento viene personalizzato in base alle caratteristiche del ragazzo o della ragazza e può includere la Rieducazione Posturale Globale (RPG) e gli esercizi specifici secondo il Metodo SEAS, che pongono particolare attenzione all'autocorreziomentne e alla consapevolezza del movio.

Gli esercizi non rappresentano una semplice sequenza di movimenti da ripetere.
Una parte importante del percorso consiste nell'imparare a conoscere il proprio corpo, riconoscere il proprio modo di muoversi e le eventuali asimmetrie presenti, sviluppando strategie di autocorrezione sempre più efficaci. Con il tempo, alcune di queste strategie possono essere richiamate anche nelle attività quotidiane, a scuola, durante lo sport o nelle normali attività della giornata.
L'obiettivo è accompagnare la crescita dei ragazzi e delle ragazze cercando di limitarne l'evoluzione e preservare il più possibile l'equilibrio e la funzionalità della colonna vertebrale.

Movimento e sport: un alleato importante
Quando viene diagnosticata una scoliosi, una delle domande più frequenti riguarda l'attività sportiva. Molti genitori si chiedono quale sia lo sport migliore da praticare o se esistano attività particolarmente indicate. 
In realtà non esiste uno sport in grado di curare la scoliosi né un'attività valida per tutti.
Ciò che emerge dalla letteratura scientifica e dall'esperienza clinica è l'importanza di mantenere uno stile di vita attivo. Basket, calcio, tennis, danza, arti marziali e molte altre attività possono rappresentare esperienze positive per il ragazzo o la ragazza che sta crescendo. L'attività fisica favorisce il movimento, la coordinazione, la consapevolezza corporea e la fiducia nelle proprie capacità.
Nella maggior parte dei casi la presenza di una scoliosi non deve essere interpretata come un motivo per interrompere lo sport o ridurre il movimento. 
Ma è importante ricordare che l'attività sportiva e gli eventuali esercizi specifici prescritti dagli specialisti non sono alternative tra loro. Lo sport rappresenta una risorsa importante per il benessere generale, il movimento e la partecipazione alla vita quotidiana, mentre programmi specifici come gli esercizi secondo il Metodo SEAS vengono progettati con obiettivi mirati legati alla gestione della scoliosi.
Quando indicato, quindi, il percorso fisioterapico può affiancarsi all'attività sportiva. Allo stesso modo, praticare uno sport non sostituisce gli esercizi specifici proposti dagli specialisti.
La scelta dello sport dovrebbe essere guidata soprattutto dagli interessi e dalle preferenze del ragazzo o della ragazza. La continuità nella pratica e il piacere di muoversi rappresentano spesso aspetti più importanti della disciplina scelta.
In questo percorso il ruolo della famiglia è importante, ma altrettanto importante è la partecipazione attiva del ragazzo o della ragazza. Comprendere il significato delle indicazioni ricevute, sviluppare consapevolezza del proprio corpo e acquisire progressivamente autonomia nella gestione degli esercizi rappresentano aspetti fondamentali del trattamento.

Conclusioni
Quando si parla di scoliosi, l'attenzione si concentra spesso su numeri, gradi e radiografie.
Nella pratica clinica, però, la scoliosi è soprattutto una condizione che accompagna una fase importante della crescita.
Riconoscere precocemente una scoliosi significa poterla osservare nel tempo, comprenderne l'evoluzione e individuare le strategie più adatte alle caratteristiche del ragazzo o della ragazza.  La collaborazione tra famiglia e professionisti, insieme a un monitoraggio attento durante gli anni dello sviluppo, rappresenta uno degli elementi più importanti nella gestione della scoliosi.
Osservare una scoliosi significa osservare una persona che cresce.
Ed è proprio durante la crescita che un monitoraggio attento può fare la differenza.

FAQ- SCOLIOSI 
La scoliosi può peggiorare durante la crescita?
Sì. La crescita rappresenta uno dei fattori che maggiormente influenzano l'evoluzione della scoliosi. Alcune curve rimangono stabili nel tempo, mentre altre possono modificarsi durante gli anni dello sviluppo e richiedere controlli più ravvicinati.

Lo sport è controindicato in caso di scoliosi?
Nella maggior parte dei casi no. Mantenere uno stile di vita attivo rappresenta un aspetto importante durante la crescita. Le indicazioni vengono sempre personalizzate in base alle caratteristiche del ragazzo e alla situazione clinica.

La scoliosi provoca dolore?
Nella maggior parte dei casi la scoliosi dell'età evolutiva non provoca dolore significativo. Proprio per questo viene spesso individuata osservando asimmetrie del tronco o durante controlli effettuati nel corso della crescita.

Cos'è la spinometria?
La spinometria è un esame non invasivo che consente di osservare alcune caratteristiche della superficie del dorso senza utilizzare radiazioni. Può essere utile nel monitoraggio della crescita e nel follow-up della scoliosi come supporto alla valutazione clinica.

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