Osteopatia ed esercizio terapeutico nella persona anziana: movimento e autonomia
Osteopatia ed esercizio terapeutico nella persona anziana: movimento e autonomia
Un approccio orientato al mantenimento della funzione
A cura di Saverio Colonna (Ortopedico, dir. Spine Center, Scuola di Osteopatia OSCE - Bologna)
Con il passare degli anni, prendersi cura della salute non significa soltanto curare una malattia o ridurre un dolore. Significa anche cercare di mantenere il più a lungo possibile la capacità di muoversi, essere autonomi e svolgere le attività della vita quotidiana.
Camminare, alzarsi da una sedia, fare la spesa, salire le scale, uscire di casa o giocare con i nipoti sono azioni semplici, ma rappresentano concretamente ciò che in medicina viene definito funzione.
È in questa prospettiva che esercizio terapeutico e trattamento osteopatico possono trovare spazio all’interno di un percorso rivolto alla persona anziana, quando sono indicati e inseriti in un progetto di cura personalizzato.
Anche presso Spine Center Bologna, l’attenzione al movimento e alla capacità funzionale fa parte di un approccio multidisciplinare alla salute muscoloscheletrica e all’invecchiamento attivo. Con l’avanzare dell’età, osteopatia ed esercizio fisico nella persona anziana possono essere valutati all’interno di percorsi diversi ma orientati a un obiettivo comune: favorire il mantenimento dell’autonomia, sostenere un invecchiamento attivo e preservare la capacità di svolgere le attività quotidiane.
In particolare, l’esercizio ha un ruolo importante nel mantenimento della forza e dell’equilibrio e nella prevenzione delle cadute.
Preservare la funzione significa scegliere gli interventi giusti
Se uno degli obiettivi della medicina moderna è preservare la capacità funzionale della persona anziana, gli interventi terapeutici non dovrebbero essere valutati soltanto in base alla loro capacità di ridurre un sintomo.
È importante considerare anche quanto possano aiutare la persona a mantenere o recuperare movimento, autonomia e partecipazione alla vita quotidiana.
È questa la prospettiva dell’Healthy Ageing, l’invecchiamento in salute promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: non semplicemente l’assenza di malattia, ma la possibilità di conservare le capacità che permettono alla persona di continuare a fare ciò che per lei è importante.
Anche il concetto di prevenzione quaternaria va nella stessa direzione: evitare interventi inutili o eccessivi e scegliere, quando possibile, ciò che è realmente appropriato per quella persona.
Il valore di un trattamento non dipende soltanto dalla riduzione del dolore,
ma dalla sua capacità di aiutare la persona a mantenere la propria funzione.
Osteopatia ed esercizio terapeutico: due strumenti con un obiettivo comune
L’esercizio terapeutico e il trattamento osteopatico sono interventi diversi, con indicazioni e livelli di evidenza differenti, ma possono condividere un obiettivo: favorire il movimento e la funzione della persona.
Si tratta di interventi conservativi e personalizzabili in relazione alle condizioni cliniche, alle capacità e agli obiettivi individuali.
Quando appropriati e inseriti all’interno di un percorso multidisciplinare, possono essere utilizzati nell’ambito di un progetto terapeutico che tenga conto non soltanto del sintomo, ma della persona nel suo insieme e delle attività che desidera mantenere o recuperare.
Questo non significa che siano sempre indicati, né che possano sostituire le cure mediche o altri trattamenti necessari.
Significa piuttosto scegliere, caso per caso, gli strumenti più adatti alle reali esigenze della persona.
L’obiettivo non è proporre più trattamenti,
ma scegliere quelli più appropriati per favorire il mantenimento della funzione.
Esercizio fisico e terapeutico nell’anziano: forza, equilibrio e autonomia
L’esercizio terapeutico rappresenta uno degli interventi maggiormente sostenuti dalle evidenze scientifiche per contrastare la perdita di capacità fisiche che può accompagnare l’invecchiamento.
In altre parole, muoversi in modo adeguato e continuativo aiuta a conservare quelle capacità che utilizziamo ogni giorno.
Mantenere queste capacità può contribuire a contrastare la progressiva perdita di autonomia che talvolta accompagna l’invecchiamento.
Un programma personalizzato può comprendere, ad esempio:
- esercizi per la forza muscolare;
- esercizi per l’equilibrio;
- attività dedicate alla mobilità;
- esercizi per la resistenza;
- attività che riproducono gesti utili nella vita quotidiana.
Questi programmi possono contribuire a mantenere la forza muscolare e la capacità funzionale, migliorare l’equilibrio, la mobilità articolare e il cammino e ridurre il rischio di cadute.
L’attività fisica nella persona anziana, soprattutto quando inserita in un programma di esercizio personalizzato, rappresenta inoltre uno degli strumenti più importanti per contrastare la perdita di massa e forza muscolare legata all’età e alla sarcopenia.
Mantenere nel tempo un’adeguata attività motoria può quindi contribuire non soltanto alla salute muscoloscheletrica, ma anche al mantenimento dell’indipendenza e della qualità della vita.
Le linee guida internazionali raccomandano infatti, nella popolazione anziana, attività che combinino forza, equilibrio e movimento funzionale (Sherrington et al., 2020; Bull et al., 2020; Cruz-Jentoft et al., 2019).
L’esercizio non rappresenta quindi soltanto uno strumento da utilizzare in presenza di un disturbo. Può essere anche una delle principali strategie per aiutare la persona a mantenere nel tempo autonomia e capacità di movimento.
Allenare la funzione significa investire sull’autonomia futura.
Quale può essere il ruolo del trattamento osteopatico?
Il trattamento osteopatico non rappresenta un’alternativa alle cure mediche convenzionali e non è indicato indistintamente per tutte le persone o per tutte le condizioni.
In alcuni disturbi muscoloscheletrici il trattamento osteopatico può essere preso in considerazione come intervento complementare, all’interno di un percorso clinico o di riabilitazione più ampio. Il trattamento è prevalentemente manuale e può essere orientato alla gestione del dolore muscoloscheletrico, delle limitazioni di movimento e della mobilità, sempre sulla base della valutazione e delle caratteristiche della singola persona.
Le evidenze disponibili sull’osteopatia non sono omogenee per tutte le condizioni. Alcuni studi, in particolare sul dolore lombare aspecifico, hanno osservato possibili benefici sul dolore e sulla funzione; la scelta del trattamento deve comunque essere effettuata sulla base del problema clinico, delle caratteristiche individuali e degli obiettivi della persona (Licciardone et al., 2005; Franke et al., 2014).
Nella persona anziana questo aspetto può essere particolarmente importante quando dolore, rigidità o timore del movimento portano progressivamente a muoversi meno.
Ridurre temporaneamente un fastidio o rendere alcuni movimenti più tollerabili può avere valore soprattutto se questo permette alla persona di tornare gradualmente a muoversi e partecipare alle attività quotidiane.
Il trattamento manuale, quindi, non dovrebbe essere considerato necessariamente il punto di arrivo del percorso. Può essere, quando indicato, uno degli strumenti utilizzati per facilitare il ritorno al movimento.
Ridurre il dolore è importante, ma aiutare la persona a tornare a muoversi lo è ancora di più.
Trattamento manuale ed esercizio possono essere integrati?
In alcuni percorsi riabilitativi, trattamento manuale ed esercizio terapeutico possono essere utilizzati in modo complementare, sulla base della valutazione del professionista e delle necessità della persona. Se un trattamento manuale consente temporaneamente di muoversi con meno dolore o con maggiore facilità, questo momento può essere utilizzato per riprendere o progredire con l’esercizio.
È però soprattutto attraverso il movimento attivo e ripetuto nel tempo che l’organismo sviluppa adattamenti muscolari, neuromuscolari e funzionali.
Per questo motivo il trattamento passivo, quando viene utilizzato, non dovrebbe necessariamente sostituire l’attività della persona.
L’obiettivo è favorire una progressiva partecipazione attiva al proprio percorso.
In questa prospettiva, osteopatia ed esercizio terapeutico non devono essere necessariamente considerati approcci alternativi: quando esiste un’indicazione clinica, possono essere inseriti nello stesso percorso con ruoli differenti.
L’obiettivo non è scegliere necessariamente tra trattamento manuale ed esercizio,
ma utilizzare gli strumenti più appropriati per quella persona.
Invecchiare bene significa continuare a fare ciò che conta
L’aumento dell’aspettativa di vita rappresenta una delle grandi conquiste della medicina moderna.
La vera sfida, però, non è soltanto vivere più a lungo, ma cercare di vivere più a lungo mantenendo il maggior grado possibile di autonomia, movimento e qualità della vita.
L’obiettivo non è soltanto dare più giorni alla vita, ma soprattutto più vita ai giorni.
Con questo articolo si conclude il percorso dedicato a “Invecchiare in salute”, nato per osservare l’invecchiamento da una prospettiva diversa: non soltanto attraverso le malattie presenti, ma attraverso ciò che una persona riesce ancora a fare nella propria vita quotidiana.
Nel primo articolo abbiamo visto come la funzione rappresenti uno degli indicatori più importanti della salute nella persona anziana: camminare, alzarsi, mantenere l’equilibrio, partecipare alla vita sociale e continuare a svolgere le attività considerate importanti.
Abbiamo poi affrontato il tema della prevenzione quaternaria, ricordando che curare meglio non significa necessariamente fare di più, ma scegliere interventi realmente appropriati, evitando sia il sovratrattamento sia il rischio di rinunciare ad attività utili solo per eccesso di prudenza.
Il tema della fragilità ci ha mostrato, infine, come la perdita di funzione possa svilupparsi progressivamente e perché riconoscerne precocemente i segnali possa essere importante per cercare di preservare autonomia e capacità residue.
Arriviamo così all’ultimo passaggio: come sostenere concretamente la funzione nel tempo. In questo contesto, l’esercizio terapeutico assume un ruolo centrale, mentre altri interventi conservativi, come il trattamento osteopatico, possono essere valutati quando appropriati e inseriti all’interno di un percorso clinico personalizzato.
Il filo che unisce tutti gli articoli è quindi lo stesso: la persona prima della singola diagnosi, la funzione prima del solo sintomo e l’autonomia come uno degli obiettivi principali della cura.
Presso Spine Center Bologna, questo significa osservare la persona nella sua globalità e, quando necessario, coinvolgere più professionisti per costruire un percorso orientato al movimento, alla funzione, alla riabilitazione e al mantenimento dell’autonomia.
Il successo di un intervento terapeutico, infatti, non dovrebbe essere valutato soltanto attraverso la diminuzione del dolore o il risultato di un esame diagnostico.
Conta anche la capacità della persona di continuare a svolgere ciò che dà valore alla propria quotidianità: camminare senza paura, alzarsi da una sedia con maggiore facilità, fare la spesa, salire una rampa di scale, uscire di casa, giocare con i nipoti o semplicemente mantenere la propria indipendenza.
La migliore cura non è quella che fa sempre di più,
ma quella che aiuta la persona a continuare a fare ciò che è importante per la sua vita.
È questo, in fondo, il significato che abbiamo voluto dare a tutta la rubrica “Invecchiare in salute”: non soltanto aggiungere anni alla vita, ma cercare di mantenere vita, autonomia e possibilità negli anni che passano.
L’obiettivo è vivere, non semplicemente sopravvivere.
Dalla teoria alla pratica
Il percorso non finisce qui. Nei prossimi contenuti passeremo dalla teoria alla pratica.
Sui canali Instagram e Facebook di Spine Center Bologna saranno pubblicati brevi video dedicati ad alcuni esercizi semplici e funzionali, pensati per mostrare concretamente come allenare forza, equilibrio, mobilità e capacità utili nella vita quotidiana.
L’obiettivo non è proporre esercizi validi per tutti, ma offrire esempi pratici e comprensibili, ricordando che ogni attività deve essere adattata alle condizioni, alle capacità e alle esigenze della singola persona.
Leggi anche gli altri articoli della rubrica “Invecchiare in salute”
- Invecchiare bene: la funzione come indicatore di salute
- Prevenzione quaternaria: curare meglio non significa curare di più
- Invecchiare in salute: fragilità nell’anziano e perdita di funzione
FAQ
Che cos’è l’esercizio terapeutico?
L’esercizio terapeutico è un programma di attività e movimenti scelti e adattati in base alle condizioni, alle capacità e agli obiettivi della persona. Può comprendere esercizi di forza, equilibrio, mobilità e resistenza, con l’obiettivo di migliorare o mantenere la funzione e favorire l’autonomia nelle attività quotidiane.
L’esercizio terapeutico è indicato anche nella persona anziana?
Sì, quando viene adattato alle condizioni di salute, alle capacità e agli obiettivi della persona. Può includere esercizi di forza, equilibrio, mobilità e resistenza, con l’obiettivo di mantenere o recuperare la funzione e l’autonomia nelle attività quotidiane.
Quali esercizi sono utili nella persona anziana?
Gli esercizi più utili dipendono dalle condizioni individuali, ma possono comprendere attività per forza, equilibrio, mobilità, resistenza e gesti funzionali della vita quotidiana. Il programma dovrebbe essere adattato alle capacità e agli obiettivi della persona.
A cosa serve l’esercizio fisico nella persona anziana?
L’esercizio fisico aiuta a mantenere forza, equilibrio, mobilità e capacità di svolgere le attività quotidiane. Se adattato alle condizioni della persona, può contribuire anche a ridurre il rischio di cadute e a preservare l’autonomia nel tempo.
Perché è importante mantenersi attivi con l’avanzare dell’età?
Mantenere uno stile di vita attivo aiuta a preservare forza muscolare, equilibrio, mobilità e capacità funzionale. Un’attività fisica adattata alle condizioni della persona può contribuire a mantenere l’autonomia, ridurre il rischio di cadute e continuare a svolgere più facilmente le attività della vita quotidiana.
Qual è la differenza tra esercizio terapeutico e trattamento osteopatico?
L’esercizio terapeutico è un intervento attivo, basato sul movimento e sulla progressione degli esercizi. Il trattamento osteopatico utilizza prevalentemente tecniche manuali e può essere considerato, in alcuni disturbi muscoloscheletrici, come complemento all’interno di un percorso più ampio. I due interventi hanno quindi caratteristiche e livelli di evidenza differenti.
Osteopatia ed esercizio terapeutico possono essere utilizzati insieme?
In alcuni casi sì. Se esiste un’indicazione clinica, possono essere inseriti nello stesso percorso con obiettivi diversi. L’esercizio rimane centrale per sviluppare e mantenere nel tempo forza, equilibrio, mobilità e capacità funzionale.
L’osteopatia può sostituire l’esercizio o le cure mediche?
No. Il trattamento osteopatico non sostituisce le cure mediche necessarie né l’esercizio terapeutico quando questo è indicato. Può essere valutato come intervento complementare sulla base delle condizioni e degli obiettivi della persona.
Che cosa significa mantenere la funzione nella persona anziana?
Significa conservare la capacità di svolgere le attività importanti della vita quotidiana, come camminare, alzarsi da una sedia, salire le scale, fare la spesa o uscire di casa in autonomia.
Quando è utile rivolgersi a un professionista?
Quando dolore, rigidità, perdita di forza, difficoltà nel cammino o paura di muoversi iniziano a limitare le attività quotidiane. Una valutazione permette di capire quali interventi siano più appropriati e sicuri per quella persona.
Bibliografia
- Bull FC, Al-Ansari SS, Biddle S, et al. World Health Organization 2020 Guidelines on Physical Activity and Sedentary Behaviour. Br J Sports Med. 2020;54:1451-1462.
- Cruz-Jentoft AJ, Bahat G, Bauer J, et al. Sarcopenia: revised European consensus on definition and diagnosis. Age Ageing. 2019;48(1):16-31.
- Franke H, Franke JD, Fryer G. Osteopathic manipulative treatment for nonspecific low back pain: a systematic review and meta-analysis. BMC Musculoskelet Disord. 2014;15:286.
- Licciardone JC, Brimhall AK, King LN. Osteopathic manipulative treatment for low back pain: a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. BMC Musculoskelet Disord. 2005;6:43.
- Sherrington C, Fairhall NJ, Wallbank GK, et al. Exercise for preventing falls in older people living in the community. Cochrane Database Syst Rev. 2020.
- World Health Organization (WHO). Integrated Care for Older People (ICOPE): Guidance for Person-Centred Assessment and Pathways in Primary Care. Geneva: World Health Organization; 2019.




